Sculture

Le opere di Luciano Mastrolorenzi, orafo e scultore, si sono aggiunte di recente ai tesori di Nemi: la fontana con la statua di Diana, in piazza Roma, all’ingresso del paese, che raffigura la dea in corsa verso il lago, con arco e frecce e un cane ai suoi piedi; dalla colonna di trachite che funge da piedistallo due teste di chinghiale mandano acqua nella rotonda vasca sottostante; le teste di leone della fontana sul Corso Vittorio Emanuele II, che sono ispirate ai doccioni dei templi romani del V secolo a.C. (venivano usate come grondaie ornamentali); l’erma di Caligola in piazza Umberto I, estremamente somigliante all’effigie dell’imperatore riportata sulle poche monete antiche salvatesi dal tempo e dalla damnatio memoriae. Tutte le opere sono in bronzo, con occhi in argento e onice; la tecnica usata è quella mutuata dagli antichi e prediletta dal maestro, la cera persa; le teste animali hanno denti in argento.

A metà del Corso Vittorio Emanuele II c’è un piccolo museo: lo scultore Bruno Previtali espone permanentemente le sue personalissime Navi Romane: si tratta di ricostruzioni a metà fra lo storico e il fantastico, realizzate in bronzo e ispirate alle prime ipotesi che furono fatte sulle navi di Caligola. Basandosi sui reperti archeologici e sullo studio delle strutture degli scafi, evidentemente concepite per reggere grande peso, il maestro Previtali ha immaginato e riprodotto le navi cariche di sovrastrutture religiose e ornamentali: troni, altari, colonne, templi e tempietti. Le ricostruzioni, molto accurate e molto interessanti, sono visitabili tutto l’anno, e lo scultore stesso è pronto a fornire esaurientissime spiegazioni al pubblico. L’ingresso è a pagamento.